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Tinteggiature esterne e facciate
Il colore esterno dura se il supporto sotto è sano.
01In breve
La tinteggiatura esterna è il rifacimento del ciclo protettivo della facciata: pulizia del supporto, consolidamento delle parti degradate, fissativo e due mani di pittura minerale o silossanica. Protegge l'intonaco dall'acqua e dai raggi solari, che sono le due cause della decoesione.
- Cicli
- silossanico, ai silicati, acril-silossanico secondo il supporto
- Lavorazioni
- lavaggio, ripristini, rete sulle lesioni, fondo pigmentato, finitura
- Accessi
- ponteggio, trabattello o piattaforma secondo l'altezza
- Stagione
- da marzo a ottobre, con temperature sopra i 5 gradi e senza pioggia

02Quando serve
Serve quando la facciata sfarina: si passa la mano e resta la polvere di pittura sul palmo. È il segnale che il legante ha esaurito la sua funzione e che l'intonaco sotto sta iniziando ad assorbire acqua piovana.
Serve dove compaiono aloni verdi e nerastri sui lati esposti a nord e sotto le gronde. Alghe e muffe si insediano dove la superficie resta umida a lungo: vanno rimosse e trattate prima di applicare qualunque colore, altrimenti ricrescono attraverso la pittura nuova.
Serve quando si vedono cavillature diffuse o distacchi localizzati di intonaco, spesso sopra le architravi e agli angoli delle finestre. Prima si ripristina il supporto, poi si tinteggia: l'ordine inverso è la ragione più comune per cui una facciata rifatta si degrada in pochi anni.
03Esecuzione
Verifica del supporto
Battitura delle superfici per individuare gli intonaci vuoti, controllo di gronde, pluviali e davanzali. Se l'acqua arriva sulla parete da un pluviale rotto, la facciata nuova durerà quanto quella vecchia.
Allestimento
Montaggio del ponteggio o del trabattello, protezione di serramenti, davanzali, pavimentazioni esterne e piante. Copriamo i punti luce esterni e smontiamo quello che ostacola il lavoro sulla superficie.
Pulizia e trattamento biocida
Lavaggio a pressione controllata per togliere pittura decoesa e depositi. Sulle zone con alghe o muffa applichiamo un biocida e lo lasciamo agire prima del risciacquo, così la contaminazione non resta sotto il ciclo nuovo.
Ripristini
Rimozione degli intonaci vuoti, riporto con malta compatibile e rasatura a livello. Sulle lesioni annegiamo rete in fibra di vetro nel rasante per distribuire i movimenti su una superficie più ampia.
Fondo pigmentato
Applichiamo un fissativo o un fondo pigmentato nel tono della finitura. Uniforma l'assorbimento tra intonaco vecchio e ripristini nuovi e riduce l'effetto a macchie che si nota controluce.
Due mani di finitura
Stendiamo la finitura a rullo e pennello, lavorando per campi interi tra spigolo e spigolo per evitare le riprese. Chiudiamo con i particolari: cornici, sottogronda, spallette e intradossi.

04Materiali
Sui vecchi intonaci a calce e sugli edifici del centro storico usiamo pitture ai silicati: sono minerali, si legano chimicamente al supporto e lasciano traspirare la muratura. Il tono resta stabile perché il pigmento è inorganico.
Sulle facciate moderne e sugli intonaci premiscelati usiamo cicli silossanici. Respingono l'acqua piovana ma restano permeabili al vapore, e trattengono meno sporco nelle zone battute dallo smog e dalla polvere della strada.
Le tinte esterne le proviamo sempre in parete su un metro quadro. Con la luce del Veneto pedemontano, che d'estate è molto forte, un beige scelto in mazzetta può risultare due toni più chiaro sul muro finito.
Cosa comprende
- Verifica del supporto e battitura delle superfici
- Protezione di serramenti, davanzali e aree esterne
- Lavaggio, trattamento biocida dove necessario e risciacquo
- Ripristino degli intonaci ammalorati e rete sulle lesioni
- Fondo pigmentato e due mani di finitura sui prospetti concordati
- Rifinitura di cornici, sottogronda, spallette e intradossi
05Domande frequenti
Non sempre. Fino a un piano lavoriamo spesso con trabattello o piattaforma. Sopra i quattro metri, o quando la superficie da trattare è estesa, il ponteggio conviene anche in termini di tempo e di qualità del lavoro.
Da primavera a inizio autunno. Servono temperature stabilmente sopra i 5 gradi, assenza di pioggia nelle ore successive all'applicazione e muro asciutto. In pieno agosto lavoriamo seguendo l'ombra per non applicare su superfici surriscaldate.
Dipende dall'esposizione, dal ciclo scelto e dallo stato del supporto. Su un supporto sano, con un ciclo silossanico o ai silicati, si ragiona in decine d'anni per la protezione e in tempi più brevi per la sola pulizia estetica dei lati più esposti.
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